Che poi magari non è mai stata veramente musica ma mi ha sempre titillato il far rumore, e stimolare le orecchie con suoni sempre nuovi, croccanti o morbidi, incisivi o da aereoporto. Ho suonato con delle bottigliette di plastica al Busker Festival di Ferrara tanti anni fa, ma ho anche cantato come tenore in una chiesa.

Dopotutto la Musica è fare rumore con il tuo ordine mentale.

Letteralmente è l'arte delle Muse, sta melodia costante che continuamente evolviamo, raffiniamo a seconda dello zeitgeist, a seconda del tono delle epoche..

Un pò di momenti in cui ho realizzato che sto fare rumore ordinato era una cosa decisamente per me:

Un campo scaut in Sardegna,

c'era Michele che suonava 3 djembè impilati a piramide. Il giorno dopo ci stavo provando anch'io a estrarre quei suoni asciutti, quei colpi vuoti e quelle note tirate dai tamburi, e ho continuato a farlo per anni, senza mai stancarmi. Il ritmo ancestrale perchè ti esce fuori subito, senza censure. Il 4/4 tipico bum cha bum cha.


La rissa con quei figli di mafiosetti

che volevano fare i mafiosini {come state dove siete adesso?} perchè con Rude, Fred e Bujo avevamo raccolto un sacco di robaccia che alcuni avrebbero chiamato rifiuti, per metterne in ordine i rumori.
Pali di ombrellone, tubi corrugati, bottiglie di vetro di diverse grandezze, corde, plasticoni di ogni tipo. Suonavano bene, non so per quanto abbiamo suonato, ricordo solo quando abbiamo dovuto interrompere e i nostri strumenti arrangiati diventarono armi, che ci attaccavano o che usavamo per difenderci. Lì ho capito che non mi piace quando qualcuno vuole interrompere la musica.


Quando nei meandri di emule

ho trovato un documentario su Evelyn Glennie avrò avuto 15 anni. L'ho visto decine di volte. L'incredibile bellezza del sentire il suono con tutti i sensi tranne le orecchie. Da lì ho iniziato a toccare, bussare, accarezzare, grattare ogni superficie possibile: la sensazione che ne ottengo è sempre un'esplorazione, e a volte mi concedo anche qualche tamburellamento se quel materiale è interessante.
Touch the Sound [spoiler - non è un trailer..]


La musica ho iniziato a farla

anche in versione digitale, mi piaceva tutto quel poter muovere manopole virtuali, tagliare brani e ricucirli nel migliore dei modi. Alla fine ho iniziato a fare lo stesso rumore che facevo al busker, ma come se avessi più mani di Shiva.

Ho incastrato le mie parole come

rumori che riflettessero anche qualche pensiero personale, mixando dentro anche un pò di dialetto delle mie parti. È stato interessante - dovrei riprovarci?

Quando ho incontrato lo scratch

erano i tempi dei Dubbash a fare il dub serissimo in fattoria, Marco tirava fuori sti suoni assurdi col crossfader spedito a mille, si poteva mandare avanti e indietro la voce di qualcuno e io ero costantemente whaaat devo provarci, e allora ci ho provato, anche con delle sessioni stupende con Nick il beatboxer matto!

Va beh ma avevo studiato anche chitarra classica,

e quindi in qualche modo dovevo provare a unire le due cose, e allora ci ho provato con un pezzo che amo tantissimo, il volo di un colibrì..

Potrei aggiornare questo post con qualche altro aneddoto. In base a come mi va