Io1 è di sinistra. Crede che il capitalismo sia un male generato dall'avarizia e la sfrontatezza.

Io2 è di destra. Crede che il capitalismo sia un bene che aiuta il progresso dell'umanità.

Quindi c'erano questi due Io in un bar, amici di vecchia data, ormai vecchi per ricordarlo, ma il loro spirito identitario si che lo ricordavano ancora, e come cinquant'anni prima neanche dopo - un ciao come stai - già erano a sfidarsi su importanti discussioni riguardanti il significato ontologico di lavoro, se era più o meno un'entità astratta o concreta, e in poco tempo si ritrovarono comodi, in quella particolare situazione che sembrava familiare, quel bel sentirsi a casa, tepore di frasi che suonavano come rovine romantiche, così intrise di significati assunti nel tempo, parole con peso specifico.

Insomma avete capito a cosa mi riferisco, non uno sciatto discorso a trovare il brutto nel nemico, tu hai cominciato un genocidio in ucraina, tu un altro in germania; no questi proprio si davano contro a suon di belle cose, io ho fatto questo, io invece l'ho affrontato così.

Poi Io1 dice questa cosa strana che suona tipo: io sono stato molto bravo a organizzare il mio stato in modo tale che tutti vivessero allo stesso modo! Poi qualcuno giustamente lo dovevo mettere di guardia, e allora ho pensato a me e un mio amico, e abbiamo preservato tutto, stessi vestiti, stesso cibo, stesse macchine ed uguali appartamenti.

E Io2 dice quest'altra cosa, tipo: si anch'io sono riuscito a far vivere tutti nello stesso modo, con pochi di guardia, facendo in modo che nessuno potesse realmente arrivare in cima, e bene o male così hanno comprato tutti gli stessi vestiti, le stesse macchine, le stesse case; chiaro che se uno però lavora di più, gli do la possibilità di salire più su eh, però quando uno sale, un altro scende, e i vasi non traboccano!

Li nel bar, in un angolo assolato, avvolto da fumo polveroso, c'era Io3, un giovane rappresentante di una banca che seguiva i discorsi dei vecchi ogni tanto ammiccando un sorriso di quelli che:

si ho capito proprio quello che dici adesso fammi parlare che ti riconfermo il concetto facendo il figo!

Ed Io3 cominciò a spiattellare tutte le sue teorie economiche che nella nuova era hanno sostituito le ideologie, e spiegò come i comportamenti di Io1 ed Io2 avessero creato la grande macchina della finanza della nuova era, il concetto più o meno era: adesso niente più meriti ne uguaglianze, se loro lavorano restano a galla, ma non arrivano a riva perchè con l'inflazione la spostiamo sempre più in là, a guardia del sistema ci sono banche che decidono se dargli o non dargli soldi, ma con il debito e gli intressi saranno costretti a restare sempre in questo limbo, e così facciamo in modo che l'intero pianeta vada avanti senza che nessuno se la prenda con nessuno, perchè le banche non sono persone, non gli si può fare la guerra.

Io1 ed Io2 estasiati dal discorso di Io3 restarono in silenzio per un poco, poi insieme, si alzarono ed uscirono dal bar, attraversarono la strada dirigendosi verso il fiume, poi, parlandosi a bottaerisposta, dissero quasi andando a ritmo di valzer:

IO avevo delle idee, ed anch'io, ora non sono altro che un pensionato, antico, rattrappito, io avevo delle idee ,ed anch'io, e ora si sono unite, fanno parte dello stesso sistema, monotono, senza dialettica, ciò per cui lottai, ed anch'io, ora è stabilito e non evolve, è automatizzato, ha mani a forma di bancomat, un cuore che batte a ritmo di inflazione, valuta virtuale come sangue in circolazione, delle gambe che marciano mosse da indici di borsa, ed una testa, una testa, una testa.

La testa di chi è? Il dilemma era tale che scrutarono il fiume per dei minuti interminabili, ponderando in silenzio diverse alternative, i banchieri, certo, hanno potere ma non tanto quanto i politici, che decidono cosa le banche possono fare, ma sono interdipendenti, agiscono ognuno per i suoi interessi personali, di famiglia, di gruppo, ma allora non c'è testa! Io1 ed Io2 erano sconvolti, un sistema così perfetto, autoportante, impeccabilmente certo, senza una testa, un timone!

Io3 sapeva bene le reazioni che aveva provocato in Io1 ed Io2, si avvicinò e spiegò: la testa, voi sempre a pensare al comando, ma i re i presidenti i capi possono solo convincere qualcuno, le vere azioni le fanno dei gruppi, come noi tre: uno ha spinto la sua cosa pregna di ideali, l'altro ha spinto la sua cosa pregna di meriti, ed io non spingo niente, sfrutto l'inerzia della convinzione che ci sia una testa, per far muovere il corpo.

MODI DIFFERENTI, ZERO OBIETTIVI,

E FORSE QUESTI TRE IO SONO DA SEMPRE STATI  FRATELLI,

MA FIGLI DI CHI?