Dopo 2 mesi e mezzo...

di nuovo in Italia, ma con un'ottica diversa, facce vecchie diventano nuove, nuove realtà che hanno preso piede, amici nemici restano tali, solo tanti discorsi per scambiarsi esperienze, magari nessuna è reale al 100%, potrebbe avere il suo fondo di verità, ma l'importante è che viene raccontata, nonostante la patetica abitudine di certa gente a gonfiare di superlativi le frasi, a cercare di generare una risata di ammirazione, e se non appare, continuano ad inventare.

E allora si è costretti ad allungare le labbra in una smorfia orizzontale che potrebbe essere un sorriso, quando magari è semplice compassione per chi non capisce che anche ciò che accade in un paesino può avere la sua grande dote di solennità, il suo compito di evento esilarante senza bisogno di macchinazioni fantasiose...

E tante abitudini che cercano di riafferrarmi, tentano invano di uccidermi un'altra volta, ma ora fuggo, e rifiuto la scatola nera, riesco a trarne solo profitto;

e anche da quella rete, che tanti pesci ha intrappolato, anche lì sfrutto l'esatto necessario alla conoscenza, non mi dilungo in inutili dialoghi vuoti di interesse, e mi diverto ugualmente...

Sono tante le cose che mi mancano da quegli strani due mesi e mezzo, primo fra tutti lo stupore, la scoperte, lo stupore della scoperta e la scoperta dello stupore, e la gente che parla senza remore e pregiudizi, e le 4 di mattina a parlare con i netturbini, il poter decidere semplicemente TUTTO, senza limitazioni se non quella dei soldi, che mi hanno fatto da maestri, hanno avuto la capacità di farsi odiare, dimenticare, riapparire poi più seri e severi di prima, e tanti hola! e hasta luego!

ragazzi di ogni bandiera ma tutti con lo stesso zaino, una terra da scoprire, direbbe La Pubblicità, un posto dove andare, mi viene da dire.

Le scarpe, con la loro spiacevole fragranza, mi ricordano quell'esperienza, di sudore buttato sugli asfalti e sguardi lasciati negli occhi di persone. Che conoscerò sempre.